TOPSport, nato nel 2011 come primo esempio su territorio nazionale di programma a sostegno della dual career, offre un supporto concreto ad atleti di alto livello che desiderino iscriversi ad uno dei corsi di studio (I e II livello) del nostro Ateneo (offerta formativa completa disponibile sul sito www.unitn.it/offerta-formativa).
Il programma, aperto a tutte le discipline, è a numero chiuso e basa la selezione sulla valutazione del profilo sportivo dell’atleta calcolato tramite un modello matematico sviluppato dalla campionessa olimpica Antonella Bellutti. Una volta ammessi al programma, atleti e atlete hanno diritto a diversi benefit, tra cui:
- sostegno continuo per la gestione del proprio percorso universitario
- servizio di tutorato dedicato per supporto negli adempimenti amministrativi e per una migliore fruizione dei servizi collegati ad UniTrento
- flessibilità della sessione d’esame, in caso di sovrapposizione degli impegni sportivi con le date degli esami
Negli anni hanno fatto parte del programma quasi 90 atleti, tra cui la campionessa di sci alpino Karen Putzer, la medaglia d’oro olimpica di pattinaggio di velocità su ghiaccio Matteo Anesi e la capitana della nazionale italiana di basket, nonché Presidente della Commissione Atleti del CONI, Raffaella Masciadri.
Al momento fanno parte del programma 41 atleti, tra rappresentanti delle nostre nazionali alle Olimpiadi, campioni del mondo e giocatori di squadre dei massimi livelli.
Atleti e atlete interessate avranno tempo fino alle ore 12.00 del 10 luglio 2018 per inviare la propria candidatura.
Il bando di ammissione è consultabile QUI
Per ulteriori informazioni: www.unitn.it/dualcareer
Contatti:Servizio Dual Career studenti-atleti dell’Ateneo
"Speriamo che sia femmina"...
Questo è quello che ogni buon dirigente sportivo dovrebbe pensare tra sé e sé all'annuncio di una futura nascita in qualche coppia di giovani genitori formata da suoi ex atleti. Perché se è certo che una buona genetica serve ed aiuta nella prestazione sportiva di alto livello non vi è alcun dubbio che la capacità di raggiungere prestazioni di elite, almeno in Italia, sembra essere una caratteristica decisamente più frequente tra le femmine, con buona pace di coloro che sono convinti della superiorità maschile e della minor propensione delle nostre ragazze all'impegno agonistico. Ed invece i fatti (e le classifiche delle competizioni più recenti) ci dicono che le cose non stanno così! E non si tratta solo di singoli casi, pure eclatanti (fortunatamente i grandi campioni e le grandi campionesse ogni tanto nascono anche in Italia…) piuttosto di una diffusa differenza che riguarda singoli risultati di alto livello ma che ormai da anni viene riscontrata in vari sport tra cui anche quelli della montagna. Quindi un fatto assodato e non più un caso, seppure vantaggioso per il nostro movimento sportivo.
Questo convegno vuole quindi cercare di approfondire le possibili ragioni di questa situazione, partendo dagli aspetti biologici e funzionali, piuttosto noti ma anche molto trascurati, che differenziano i generi femminile e maschile e che influenzano lo sviluppo della prestazione sportiva per giungere alla dimensione psicologica e mentale e analizzare tutto insieme nel contesto delle scelte per l'allenamento nelle varie fasi dello sviluppo dell'atleta. Non si tratta di proporre una non utile esaltazione del genere femminile, suggerendo una inversione del cosiddetto "sesso forte" piuttosto di un'analisi di conoscenze scientifiche aggiornate e della loro applicazione sul campo, nelle attività quotidiane, con le quali ogni allenatore si confronta e per le quali ogni giorno deve decidere cosa far fare ed in quale modo.
L'evento - 9° edizione del convegno di formazione “GIOVANI, SPORT e MONTAGNA” -; è organizzato dal Gruppo Sciatori Fiamme Gialle in collaborazione con i Gruppo Sportivi Fiamme Gialle, CeRiSM, la Scuola Alpina GdF di Predazzo e la Scuola dello Sport CONI Trento.
L'appuntamento è per sabato 5 maggio 2018, ore 8:00, presso la Scuola Alpina della Guardia di Finanza di Predazzo (via Fiamme Gialle, 8 - Predazzo).
Il seminario è rivolto in particolare ai dirigenti sportivi, tecnici, insegnanti, studenti e si svolgerà presso la Scuola Alpina della Guardia di Finanza.
Il programma è consultabile QUI
In occasione delle festività nazionali comunichiamo che gli uffici del Comitato Provinciale, presso la Casa dello Sport, rimarranno chiusi da mercoledì 25 aprile a lunedì 1 maggio.
Le attività riprenderanno regolarmente mercoledì 2 maggio 2018 senza variazioni d'orario.
La Casa dello Sport, sede del Comitato Provinciale del CONI, si è vestita a festa per celebrare i campioni trentini che hanno preso parte alla XXIII edizione dei Giochi Olimpici Invernali ed alla XII edizione dei Giochi Paralimpici Invernali di PyeongChang. «Una sala piena d’emozioni, una sala viva che sogna l’eccellenza – ha dichiarato la Presidente del CONI - Comitato Provinciale di Trento Paola Mora. «I nostri atleti e paratleti olimpici ed olimpionici hanno fatto grande l’Italia ed il Trentino - ha proseguito la Presidente - ; Mai come in Corea a causa della situazione politica è stato presente lo spirito olimpico fatto d’amicizia e unità: valori che devono essere presenti nello sport, ma anche in tutti gli ambienti della vita quotidiana. Ai nostri che hanno gareggiato con lealtà, correttezza e rispetto vanno i complimenti a nome dell’istituzione che rappresento. L’Olimpiade è un’esperienza che esalta già solo salendo sull’aereo verso la cerimonia d’apertura. Il CONI è orgoglioso di voi e i ringraziamenti vanno a tutti coloro che vi accompagnano nell’esperienza sportiva: tecnici, gruppi sportivi militari, società sportive senza dimenticare le vostre famiglie che vi aiutano e supportano in particolare nelle difficoltà».
A seguire il microfono è andato al sindaco di Trento, Alessandro Andreatta: «Esserci, partecipare con stile e grande pianificazione: questo è ciò che conta. Oggi abbiamo bisogno d’emozioni e vedere la bandiera italiana, e sullo sfondo quella trentina, sul podio olimpico è motivo d’orgoglio». Un motivo sottolineato anche dall’assessore provinciale con delega allo sport Tiziano Mellarini: «Le nostre emozioni rivivono grazie a queste occasioni d’incontro e condivisione, dovute per rendere omaggio a chi ha testimoniato il nostro Trentino a livello mondiale. Non posso non dimenticare i successi ottenuti anche da un tecnico trentino dello sci alpino come Matteo Guadagnini. Un messaggio per tutti gli atleti olimpici: siate dei punti di riferimento sani e positivi per le giovani generazioni che vogliono crescere facendo sport».
Presso la sala Rusconi sono poi risuonate le gesta della magica coppia Bertagnolli – Casal che hanno sfilato in compagnia delle loro medaglie per ritirare l’omaggio del CONI. Giacomo e Fabrizio non hanno tradito le emozioni. «Dopo aver perso lo sci in super combinata – ha raccontato Giacomo - ; non abbiamo perso la calma e siamo rimasti concentrati sui nostri obiettivi. Solo al ritorno in Italia abbiamo realizzato il peso dei nostri successi. In Corea la sera andavamo a letto tranquilli cercando di goderci l’esperienza paralimpica attimo dopo attimo».
A seguire Gianluca Cavaliere e Gianluigi Rosa, forti del quarto posto nel para ice hockey, hanno raccolto parole d’onore da parte del delegato CIP (Comitato Italiano Paralimpico) e membro della Giunta CONI – Comitato Provinciale di Trento, Massimo Bernardoni che ha voluto sottolineare il valore di una “medaglia di cartone” in una disciplina dove l’Italia quattordici anni fa non era nemmeno rappresentata a livello nazionale.
E’ stato poi il turno di Cecilia Maffei, medaglia d’argento nella staffetta femminile 3.000 metri short track, che ha rilanciato il futuro della sua carriera verso nuovi traguardi nella disciplina dopo aver centrato un importante obiettivo. L’atleta della Fiamme Azzurre, ha ricevuto il premio dalle mani di Franco Nones, storica medaglia d’oro trentina nello sci nordico a Grenoble ’68: «Cecilia, ricordati, partecipare è facile vincere è difficile. L’importante è credere in sé stessi, ma la cosa più importante è: capire che la vita non finisce, ma inizia, quando si termina di fare sport».
A completare il quadro degli atleti trentini premiati in rassegna: Andrea Giovannini e Michele Malfatti, (pattinaggio velocità), Amos Mosaner, Daniele Ferrazza, Andrea Pilzer, Joel Thierry Retornaz (curling), Chiara Costazza, Stefano Gros, Luca De Aliprandini (sci alpino), Gaia Vuerich, Giandomenico Salvadori, Ilaria Debertolis (sci nordico), Lucrezia Fantelli (skicross freestyle), Alberto Maffei (snowboard big air), Mirko Felicetti (snowboard alpino), Davide Bresadola (salto con gli sci).
Prima dell’intervento finale della Presidente Paola Mora, un riconoscimento è stato assegnato anche al dottor Roberto Modena, rappresentate del CERISM di Rovereto, eccellenza trentina nella ricerca applicata allo sport e nella valutazione funzionale, che ha accompagnato gli atleti della Nazionale di biathlon verso la conquista della medaglia di bronzo nella staffetta mista.
Da “La Usc de la scola” – nr. 02 / 12 de jené 2018
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Alle scuole elementari di Vigo di Fassa è stato avviato un progetto di educazione motoria veicolare col giovane esperto Roberto Pasero, che ci illustra anche altri progetti sviluppati in valle
Scuola e sport
Tutti sanno che il gioco e il movimento fanno parte della natura dei bambini. Sia gli insegnanti che i pedagogisti sono d’accordo sul fatto che l’educazione motoria, naturalmente sotto forma di gioco, può aiutare davvero tanto la crescita dei più piccoli e può diventare uno strumento prezioso per trasmettere concetti anche di altre discipline.
Nella prima elementare della scuola di Vigo a novembre è partito un progetto sperimentale seguito dall’esperto Roberto Pasero, un giovane di Moena laureato alla Facoltà di Scienze Motorie di Verona, che ci ha raccontato un po’ di cosa si tratta.
Educazione motoria veicolare
“Il progetto si chiama educazione motoria veicolare ed è rivolto ai bambini delle elementari. Il Coni ha chiesto di proporre questo progetto, che da un paio di anni è già stato avviato a Trento e nelle zone limitrofe, anche in val di Fassa – ha spiegato Pasero – dove non c’era stata ancora l’opportunità dal momento che è un progetto nuovo e poco conosciuto.
Per adesso solamente una classe in tutta la valle ha dato la sua adesione, la prima elementare di Vigo con la maestra Dolores Dalla Putta.”
Il progetto, suddiviso in 8 moduli di 4 ore ciascuno (ogni modulo si articola in 3 ore di progetto e 1 di programmazione), prevede una stretta interazione tra un insegnante e un esperto laureato in Scienze Motorie all’interno della classe durante le ore di lezione. E’ sperimentale, diverso dagli altri perché molto specifico e articolato. Sono previste 32 ore e oltre a quelle in palestra, che in questo caso sono 24, ci sono in più 8 ore di programmazione solo con l’insegnante, da sviluppare in base alla risposta della classe. La particolarità di questo progetto è che l’educazione motoria veicola appunto le altre materie.
A Vigo la maestra che si occupa di motoria insegna anche italiano e geografia, l’obiettivo del progetto dunque è quello di capire se l’educazione motoria supporta l’apprendimento anche di altre materie.
Per adesso è stato completato il primo modulo di conoscenza della classe e sono stati proposti giochi multidisciplinari in palestra, si è proceduto poi col secondo modulo, lavorando sull’italiano, in sintonia con l’argomento trattato in classe. D’accordo con la maestra sono state proposte attività per svilupparlo, naturalmente sotto forma di gioco.
L’ora prevede sempre un momento iniziale per scaldare i muscoli, poi c’è la parte centrale nella quale si articola quanto programmato, sempre come un gioco, per terminare poi con un’attività ludica finale.
“Ci tengo a sottolineare – aggiunge Pasero – che i bambini coinvolti in questo progetto non fanno “lezione” anche durante le ore di motoria ma possono sempre sfogarsi e divertirsi, come è giusto che sia, perché le attività vengono proposte in modo che i piccoli non percepiscono che si tratta di un lavoro con finalità cognitive.
Senza ombra di dubbio è fondamentale che l’esperto sia in grado di mantenere questo livello qualitativo, nel quale si gioca e si impara attraverso il movimento.”
Per adesso è ancora troppo presto per poter formulare una valutazione oggettiva ma l’insegnante ha manifestato soddisfazione, anche dopo poche lezioni, sottolineando che i bambini prendono parte volentieri a queste attività e ci tengono a farle, aiutandosi l’un l’altro, nel contesto di una interazione positiva anche tra di loro. Va anche detto che ascoltano e obbediscono senza nessuna fatica e si lavora davvero bene. Questo è sicuramente un bel risultato, che dà soddisfazione.
Altri progetti del Coni
Un altro progetto del Coni è l’alfabetizzazione motoria che in valle in questo anno scolastico è partito nelle prime e seconde elementari di Moena, Pozza e Canazei. Anche qui è previsto che l’esperto affianchi l’insegnante di educazione motoria, ma in questo caso si tratta solamente di 18 ore da svolgere in palestra da novembre fino alla fine dell’anno scolastico.
“Io sono a Moena – dice ancora Pasero – dove mi occupo delle due prime e della seconda elementare e lì parlo in ladino. Ho deciso di lavorare sugli schemi motori di base dunque sviluppo uno schema motorio ogni due lezioni. Dopo le prime due lezioni di conoscenza ho fatto due lezioni sul camminare, due sul correre, due sul saltare, poi andrò avanti con lo strisciare, scivolare ecc.
Nelle terze e quarte invece è stato attivato il progetto scuola sport: da gennaio ogni mese arriva un esperto che propone uno sport diverso. Per esempio a Moena inizio con presciistica, a febbraio farò lo stesso a Pozza, a marzo sarò di nuovo a Moena per il basket e via via così.”
Il giovane esperto si dice contento di avere l’opportunità di sviluppare questi progetti poiché è appunto per questo che ha studiato.
Gli facciamo i complimenti e gli auguriamo di cuore un futuro brillante.