Domenica 3 febbraio 2019: campionati provinciali indoor di tiro con l'arco 2019. Una grande giornata di sport andata in scena a Rovereto negli impinati della Baldresca.
La manifestazione organizzata dalla società Arceri Kappa Kosmos Rovereto assieme alla collaborazione di tutti i club del trentino ha coinvolto più di 100 arcieri del territorio. La gara si è svolta sulla distanza di 18 metri ed ha assegnato i titoli provinciali assoluti e di categoria nel torneo individuale e a squadre.
Protagonisti della competizione sono stati i giovani talenti trentini che hanno ben figurato in tutte le divisioni. Il campionato provinciale è stato un appuntamento utile per "scaldare i motori" in previsione dei Campionati Italiani indoor che si svolgeranno a Rimini dal 22 al 26 febbraio.
La gara di Classe andata in scena alla Baldresca si è svolta nella mattinata, a seguire gli arceri si sono sfidati per l'assegnazione dei titoli assoluti.
Il presidente del Comitato FITARCO Trentino, Daniele Montigiani, ha commentato così al termine dell'evento: "Una manifestazione organizzata al meglio. La collaborazione da parte di tutte le società trentine è sintomo positivo di un movimento che sta crescendo. Il lavoro che sul territorio che il Comitato ha iniziato a fare, porta ad avere sempre più giovani in gara. Il nostro sport ha la fortuna di essere molto longevo e di avere la possibilità di vedere atleti di tutte le età gareggiare assieme. Il campionato provinciale è un occasione per sfidarsi, ma anche e sopratutto per incontrarsi e condividere la passione per questa disciplina. Crescere tutti insieme per rimanere un punto di riferimento del tiro con l'arco Italiano è uno degli obiettivi principali del Comitato FITARCO Trentino".
Classifiche campionati provinciali indoor di tiro con l'arco 2019
Il CONI di Trento convoca tutti i tecnici in seno ai Comitati di Federazioni Sportive, Discipline Associate ed Enti di Promozione Sportiva, martedì 5 febbraio 2019, ore 19:30, sala Rusconi - CONI Trento (via della Malpensada 84, piano 2).
"L'appuntamento - come dichiarato da Massimo Eccel, già membro Giunta CONI Trento e referente per i tecnici -; intende essere una prima occasione di confronto su tematiche trasversali e di interesse comune per tutti i tecnici che a vario livello svolgono la loro funzione presso le Società e le Associazoni Sportive del territorio provinciale".
L'agenda della serata intende avviare un dialogo sui seguenti argomenti:
- atleti studenti
- rapporto tra scuola e genitori
- rapporto genitori Società/Associazioni Sportive
- rapporti interni a Società/Associazioni Sportive (responsabilità, compensi, rimborsi, ecc)
- il riconoscimento della professione
- la formazione
Il dibattito intende essere comunque libero ed aperto alla condivsione di varie ed eventuali esigenze.
50mila presenze in città, 115 eventi, 198 ospiti, 500 giornalisti accreditati oltre 600.000mila interazioni sui canali social. Le premesse per fare ancora meglio ci sono tutte. La seconda edizione del Festival dello Sport, evento organizzato da La Gazzetta dello Sport e dal Trentino con il patrocinio del CONI e del Comitato Italiano Paralimpico è stata presentata oggi al MUSE di Trento. "Il fenomeno, i fenomeni" sarà il tema della seconda edizione che andrà in scena dal 10 al 13 ottobre 2019. Un programma che vede l'inserimento di una giornata in più rispetto al 2018.
“A Trento abbiamo trovato un ambiente ideale - ha detto Andrea Monti, direttore della Gazzetta - che ci ha permesso di realizzare quello che era l’obiettivo del Festival, ovvero dare allo sport italiano ed europeo un luogo dove raccontarsi e ribadire i propri valori". "Abbiamo dovuto gestire in corsa un successo inatteso – ha evidenziato il sindaco Andreatta - e siamo carichi per la seconda edizione di un evento che rappresenta un’importante occasione per diffondere nel Paese la cultura sportiva”.
Un impegno ribadito anche da Paola Mora, presidente del CONI - Comitato Provinciale di Trento e da Massimo Bernardoni delegato Comitato Italiano Paralimpico per il Trentino Alto-Adige.
“Trento e il Trentino – ha evidenziato Maurizio Rossini. CEO Trentino Marketing – non sono solamente il luogo che accoglie il Festival, ma ne fanno parte, creando un’atmosfera magica. Sarà difficile fare meglio visto che il 97% degli eventi ha registrato il tutto esaurito. Dovremo lavorare maggiormente sulla qualità, per soddisfare al meglio le esigenze di chi intende trascorrere alcuni giorni in città, continuando a percorrere i due binari del Festival, ovvero i grandi campioni e lo sport praticato nelle piazze".
Uno sguardo da fuori. Lente d’ingrandimento alla mano. Una rapida occhiata, alla giusta distanza, per cercare di comprendere, senza invadere, realtà e gestione di un “microcosmo” giovanile effervescente, ma allo stesso tempo delicato: lo spogliatoio. In campo per l’occasione una squadra fatta di docenti e dirigenti sportivi, psicologi, avvocati ed esponenti delle Forze dell’Ordine: Paola Mora, presidente del CONI di Trento, il professor Adriano Dell’Eva, direttore della Scuola Regionale dello Sport, Bruno Bianchi, già fiduciario CONI per la Vallagarina, il dottor Alessandro Todeschi, psicologo del lavoro e dello sport, gli avvocati Emma Gazzetta ed Alessio Scaglia ed il maresciallo dell’Arma dei Carabinieri Giorgio Dalla Galla. E’ stata questa speciale “formazione” a delineare scenari poco battuti dalla letteratura sportiva contribuendo così ad avviare un interessante dibattito pubblico che ha preso vita all’auditorium comunale di Mori. Ad aprire i lavori la presidente del CONI Trento, Paola Mora: «L’incontro è il primo passo di un percorso nato da una conversazione con il fiduciario CONI per la Vallagarina, Bruno Bianchi. Abbiamo così cercato di “mappare” attività inerenti le tematiche del bullismo e dell’abbandono precoce dell’attività sportiva messe in atto da altre istituzioni come il Dipartimento della Conoscenza della Provincia Autonoma di Trento. Questo incontro vuole essere quindi un primo passo di un percorso trasversale, condiviso che non intende fermarsi solo alla dimensione sportiva». Una apertura la cui validità, è stata accolta a pieno titolo dall’assessore provinciale con delega allo sport Roberto Failoni. «Lo sport è una dimensione fondamentale per far crescere in maniera serena i nostri giovani. L’attenzione della Giunta, in tal senso, è massima. Quando si parla di abbandono precoce dell’attività sportiva giovanile e di criticità che possono scaturire da un contesto delicato come lo spogliatoio c’è da prestare massima attenzione. Attraverso il mio assessorato, la Provincia sta già analizzando questo tipo di problematiche per cercare mettere in atto soluzioni in grado di invertire tendenze, ad oggi, negative. A tal fine istituzioni politiche, gli enti del mondo dello sport e Forze dell’Ordine devono collaborare per non sottovalutare quanto accade negli spogliatoi».
Il saluto del sindaco di Mori, Stefano Barozzi ha evidenziato in maniera concreta la problematica dell’abbandono precoce della pratica sportiva in ambito giovanile ribadendo la validità dello spogliatoio come punto di partenza di una riflessione in grado di prevenire tale fenomeno che allo stesso tempo deve toccare anche le famiglie dei giovani atleti. Aspetto, quest’ultimo, ribadito in maniera appassionata dal fiduciario CONI per la Vallagarina Bruno Bianchi.
Il dibattito è “decollato” in auditorium quando il dottor Todeschi, gli avvocati Gazzetta e Scaglia assieme al maresciallo Dalla Galla hanno iniziato a presentare la giurisprudenza, i risvolti in sede penale e civile e le ripercussioni psicologiche di tutte le attinenti all’ambito della riservatezza e della privacy che hanno suscitato l’attenzione dei tecnici e degli educatori presenti. Sorvegliare, prevenire, avviare un confronto positivo tra ragazzi per far emergere eventuali problematiche sono verbi che hanno descritto un confine molto sottile. Evitare di invadere uno spazio correndo il rischio di non vedere illegalità, bullismo, furti e atti di vandalismo o entrare in spogliatoio “a gamba tesa” pur essendo in buona fede pagando le relative conseguenze?
La parola che ha ridotto tutto tutti al minimo comune denominatore è stata: fiducia. Solo un rapporto chiaro e genuino tra atleti, allenatori, volontari e genitori è in grado di contribuire, assieme all’assunzione delle rispettive responsabilità, alla costruzione di relazioni sane e sincere in grado di mettere in atto meccanismi di allerta utili per prevenire possibili criticità.
Uno scenario quello disegnato dalla parola “fiducia” che ha portato il prof. Adriano Dell’Eva, direttore della Scuola Regionale dello Sport a rilanciare le attività formative con nuovi appuntamenti sul territorio mirate ad approfondire le riflessioni innescate dal vivace dibattito che ha preso il via in quel di Mori. Un dialogo di pubblico interesse che prima di tutto ha bisogno di conoscenza e condivisione.
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Quando termina il gioco, inizia un’altra. Lo spogliatoio accoglie gli atleti al termine di ogni attività: è luogo di positiva aggregazione e “leggerezza” in grado di consolidare lo spirito di squadra, ma allo stesso tempo po’ rivelare la sua anima più turbolenta fatta di contrasti, discriminazioni ed attività al limite della legalità. I giovani sportivi, tra i 10 ed i 18 anni, impegnati nella costruzione della loro identità umana e nello sviluppo delle capacità motorie, risultano essere più vulnerabili e sensibili a ciò che accade in un contesto privato e chiuso come lo spogliatoio. Luogo interdetto a molti. Una “zona franca” in grado di proporre opportunità ed allo stesso tempo criticità tali da elevare o compromettere non solo il risultato sportivo. Il Comitato Provinciale ha deciso di esplorare questo universo grazie al contributo organizzativo della alla Scuola Regionale dello Sport, diramazione territoriale della Scuola dello Sport che in seno al Comitato Olimpico si occupa di informazione, divulgazione, ricerca e qualifica tecnici. In sinergia con il Comune di Mori nasce quindi la serata dal titolo: “Uno sguardo da fuori. Le dinamiche di spogliatoio nel mondo sportivo giovanile”. L’appuntamento è per giovedì 24 gennaio 2019, ore 20:00, auditorium comunale di Mori (via Scuole, 2 – Mori).
«Il percorso che ci ha portato a collaborare con questa amministrazione comunale è curioso e costituisce esempio virtuoso di collaborazione tra enti che svolgono attività di servizio destinate alla comunità», ha dichiarato la presidente del Coni Trento, Paola Mora. «Sono stata interpellata da Bruno Bianchi fiduciario CONI per la Vallagarina – prosegue Mora –; il quale ha condiviso alcune criticità segnalate da società sportive del comune di Mori riguardo l’ambito della gestione dello spogliatoio. Il passaggio con la Scuola Regionale dello Sport è stato obbligatorio al fine di individuare forma e modalità adatte per affrontare con professionalità questa tematica. In questo processo di condivisione e confronto doveroso è stato il coinvolgimento dell’amministrazione comunale. Da qui muove questa serata».
Un dialogo proficuo che ha già portato i suoi frutti e che ha spinto a la Scuola Regionale dello Sport del CONI, diretta dal prof. Adriano Dell’Eva, a disegnare scenari più ampi per il prossimo futuro. «Lo sport, nel contesto trentino esercita importanti funzioni sociali e culturali. Lo spogliatoio per i giovani in età preadolescenziale ed adolescenziale costituisce un tempo neutro che assume svariate connotazioni a seconda di come viene vissuto. E’ giusto che l’adulto rispetti questo luogo ed i relativi tempi. Qui il giovane vive, assaggiando uno tra i vari spicchi di libertà che la vita gli offre per approdare ad una sua autonoma identità, scevra dalla costante, diretta o indiretta supervisione dell’adulto. Tuttavia l’istruttore, l’insegnante, l’educatore, pur garantendo la libertà nell’autogestione di tale spazio/tempo deve vigilare nell’intento di cogliere quei segnali di confine che frequentemente e solo in tale contesto affiorano. In questo processo il desiderio della Scuola è quello di svolgere un percorso itinerante in Trentino al fine di coinvolgere e sensibilizzare il più possibile tutti i profili che operano nel contesto sportivo. Fondamentale sarà anche l’aiuto della Provincia attraverso il Dipartimento della Conoscenza. La tematica dello spogliatoio è solo la stella di un universo che ha a che fare con l’abbandono precoce dell’attività sportiva».
Per ulteriori informazioni: po.st/spogliatoio