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Firmato oggi in Rettorato il protocollo d’intesa per incentivare la parità di genere nelle posizioni decisionali e nella dirigenza sportiva. La presidente del Coni di Trento: «Puntiamo a coinvolgere le sportive perché più spesso si assumano compiti dirigenziali e cambiare un po’ alla volta la mentalità». L’Ateneo impegnato in attività di ricerca sul tema e in iniziative di sensibilizzazione

 

Le donne che fanno sport in Italia sono quasi 18 milioni e il numero delle sportive è in costante crescita. Ma dei 4.708.741 atleti tesserati nelle diverse Federazioni, le donne sono appena il 28%. E tra gli operatori sono ancora meno: le allenatrici sono solo il 19,8%, le dirigenti di società il 15,4% e le dirigenti di Federazione il 12,4% (dati Censis, 2019). La parità dei sessi in ambito sportivo è quindi un obiettivo su cui c’è ancora molto da lavorare. Lo ha ribadito anche la ministra Elena Bonetti nell’incontro dello scorso febbraio a Roma con i vertici del CONI nazionale e provinciale e dell’Università di Trento.

 

Il CONI – Comitato Provinciale di Trento e l’Università di Trento hanno deciso di impegnarsi hanno deciso di lavorare insieme su questo tema e oggi in Rettorato hanno firmato un protocollo d’intesa per la promozione di azioni mirate al riequilibrio in ambito sportivo. L’attenzione dell’accordo, che avrà durata biennale, sarà in particolare sulla parità di genere nelle posizioni decisionali e nella dirigenza sportiva, sia attraverso la realizzazione di attività di ricerca, che di formazione e divulgazione.

 

Che lo squilibrio di genere nello sport sia una realtà tangibile, presente, lo sa bene la presidente del Coni di Trento, Paola Mora, prima e attualmente unica donna in Italia a ricoprire la carica di presidente di sezione del Coni. «Il fatto di essere l’unica inizialmente mi ha sorpreso. Visto che in Italia abbiamo moltissime sportive e atlete, davo per scontato che ce ne fossero state altre prima di me. Eppure è così. Ma il problema sta alla base. Abbiamo molte atlete, di alto livello, che ovviamente mettono al primo posto la dedizione allo sport inteso come performance. Difficile che abbiano il tempo, la concentrazione e le competenze per scalare le posizioni dirigenziali. La nuova potenziale classe dirigente potrebbe invece attingere dalla passione e dalla disponibilità di tante sportive. Ma è noto che le donne tendono ad abbandonare lo sport prima dei coetanei uomini. E soprattutto c’è una condizione di fondo che riguarda, come in altri settori, la mentalità e l’organizzazione. Tutto quello che ruota attorno al mondo dello sport ancora oggi purtroppo non incoraggia la partecipazione attiva delle donne in ruoli decisionali. Quello che vogliamo fare va oltre il semplice dare un segnale. Vogliamo cercare di invertire la tendenza, dando valore all’equilibrio di genere anche nello sport».

 

«L’equità è tra i valori di riferimento dell’Università di Trento. Per questo siamo aperti a sostenere ogni iniziativa che serva a promuovere una cultura di giustizia, apertura e valorizzazione delle pari opportunità al suo interno e verso l’esterno. Ed è particolarmente positivo quando queste iniziative ci permettono di rafforzare la relazione con il tessuto sociale e produttivo del territorio» ha commentato il rettore Flavio Deflorian. «Quello che firmiamo oggi è un accordo importante di collaborazione con il CONI che ci darà la possibilità di sviluppare una serie di possibili azioni di ricerca e azione volte a perseguire obiettivi di parità e pari opportunità nel mondo sportivo. Un settore, come del resto tanti altri, che ancora oggi soffre di uno squilibrio di genere che non possiamo più ignorare».

 

«L’Università di Trento – ha aggiunto la prorettrice alle politiche di Equità e Diversità, Barbara Poggio – mette a disposizione le competenze esistenti nell’ambito degli studi di genere per supportare il CONI nell’analisi dei dati relativi alla composizione di genere dello spazio sportivo italiano. In particolare per quanto riguarda le posizioni di leadership. Daremo supporto anche nell’individuazione di interventi e politiche mirate a promuovere una maggiore presenza delle donne nei ruoli decisionali. Questa iniziativa ha una rilevanza ancora maggiore in previsione dell’organizzazione dei Giochi olimpici e paralimpici invernali di Milano e Cortina e dell’impegno assunto a livello internazionale rispetto al raggiungimento di un maggiore equilibri di genere». A questo proposito era presente all’incontro di oggi anche il delegato del rettore per lo sport, Paolo Bouquet, per un aggiornamento sulla collaborazione con il CONI e i vari attori del territorio per l’evento.

 

L’accordo - Il CONI Trento parteciperà alla realizzazione degli obiettivi contenuti nell’accordo anche tramite la sua Scuola regionale dello Sport, che svolge attività informativa e formativa su varie tematiche afferenti al settore sportivo. Dal canto suo l’Università, continuerà a diffondere lo sport all’interno di tutta la comunità universitaria, non solo in riferimento alla pratica sportiva ma anche alle possibili ricadute dello sport sulla formazione.

 

Tra gli obiettivi dell’accordo l’organizzazione di iniziative di formazione rivolte ai/alle dirigenti ed eventi pubblici di sensibilizzazione sul tema e divulgazione delle attività di ricerca legate all’equilibrio di genere nello sport.

 

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