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Ruggero Tita (Fiamme Gialle) è la prima medaglia d’oro trentina nella storia dei Giochi Olimpici estivi. A Tokyo il finanziere di Civezzano (TN) e Caterina Marianna Banti (Canottieri Aniene) sono saliti sul gradino più alto del podio nella vela, specialità Nacra 17 foiling. L’omaggio del Trentino.

 

Trento, 7 agosto 2021 – Il prato del Sanbàpolis adiacente la Casa dello Sport del CONI Trento allestito a festa. Alle ore 10:30 gli occhi erano tutti rivolti a lui: Ruggero Tita, 29 anni di Civezzano (TN), atleta del Gruppo Sportivo vela delle Fiamme Gialle, medaglia d’oro ai Giochi Olimpici di Tokyo 2020 assieme a Caterina Marianna Banti (Canottieri Aniene), specialità Nacra 17 foiling.

Il CONI Trento, in rappresentanza di tutto il movimento sportivo, la Provincia autonoma di Trento e Trentino Marketing hanno celebrato un successo che è e sarà per sempre parte della storia dello sport locale. Mai un atleta trentino era salito sul gradino più alto del podio in una edizione estiva dei Giochi Olimpici. Fino a Tokyo 2020 e alla Medal Race andata in scena all’Enoshima Yacht Harbor lo scorso 3 agosto con l’equipaggio Tita-Banti, campioni olimpici con 35 punti, in seconda posizione la Gran Bretagna – paese ad aver vinto più ori nella storia della vela a cinque cerchi (27) – con la Germania a completare il podio.

«Oggi il CONI Trento, in collaborazione con Trentino Marketing, rende omaggio ad un ragazzo, un atleta che a Tokyo ha scritto una pagina di storia della nostra provincia. – ha esordito la presidente del CONI Trento Paola Mora -. Una medaglia d’oro non è solo un primato. Ben sappiamo che un Atleta in grado di vincere un’Olimpiade o di salire sul podio olimpico è un patrimonio culturale e sociale. Un testimone per le giovani generazioni, un volano per la promozione sportiva e la visibilità di un territorio che tra l’altro riconosce nella vela un motivo d’attrazione turistica. Ruggero nel 2019 ha ottenuto la laurea in Ingegneria dell'informazione e Organizzazione D'impresa all’Università di Trento: è un esempio importante che dà valore senza dubbio al programma TOPSport del nostro Ateneo dedicato alla doppia carriera di studente e atleta. Sono stimoli importanti che partono da una barca a vela per riflettersi su tutta la comunità trentina».

Seduto al fianco di Ruggero il Tenente Colonnello Enzo Di Capua, Comandante del IV Nucleo Atleti del Gruppo Sportivo Fiamme Gialle che non ha nascosto l’emozione nel vedere la medaglia d’oro al collo del “suo” atleta. «Lo sport è una famiglia dove viene condivisa la volontà di raggiungere un obiettivo. L’insegnamento di Ruggero è una testimonianza importante in tal senso e dà il giusto valore al lavoro fatto dal sistema sportivo italiano dove si innestano le Fiamme Gialle. Il successo è frutto di un lavoro che parte dall’accompagnamento dei giovani sul territorio. Avevo quasi la certezza della vittoria di Ruggero: la sua determinazione negli allenamenti che abbiamo svolto a Gaeta era un chiaro segnale».

A seguire l’omaggio del Trentino è intervenuto Maurizio Rossini AD di Trentino Marketing, il presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti e Roberto Failoni, assessore al turismo e sport della Provincia autonoma di Trento.

Il microfono è poi passato al protagonista di giornata Ruggero Tita. «Sono tornato da Rio 2016 con un’esperienza in più nel cuore e degli errori. Ho avuto però la possibilità di rendermi conto di quanto fosse facile per me dare il massimo in gara. La parte difficile è la quotidianità: dare il massimo in ogni istante, in ogni allenamento. Ci sono momenti difficili nel percorso di ogni atleta, oltre ai numeri e ai primati. Ho la fortuna di avere al fianco una famiglia che mi ha sempre supportato. Tanto di questo successo è loro, ma anche tante altre persone hanno al collo un pezzo di questa medaglia».

A salutare il timoniere trentino anche gli olimpionici Franco Nones e Cristian Zorzi che nonostante il medesimo palmares hanno rimarcato il valore di una medaglia d’oro olimpica perché “i record passano e vengono battuti, la medaglia olimpica resta per sempre”.

Una giornata da ricordare quella vissuta al CONI Trento che si rifletta nei versi di una delle canzoni preferite da Tita: Working On A Dream di Bruce Springsteen. “Anche se a volte sembra così lontano, sto lavorando a un sogno, e so che un giorno sarà mio». Quel giorno è arrivato ed è parte della storia.

(credit foto Remo Mosna e Gianni Penasa)

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